rete civica

logo del sito di Martiniana Po

immagine barra orizzontale

Sei in Home Page | Storia
 
 

STORIA

 

 

i costumi del nostro paese

Martiniana fu per secoli feudo dei Signori di Revello, in seguito entrò a far parte dei possedimenti del Marchesato di Saluzzo con Il marchese di Saluzzo Tommaso, il quale con testamento del 1294, diede questa terra al suo primogenito Manfredo che a sua volta per atto di sua ultima volontà nel 1323 lo lasciò in eredità al suo secondogenito Manfredo.

Anno 1615, la Comunità di Martiniana si separa da quella di Revello. (Tratto da "Martiniana Po Scintille di Storia" di Giorgio di Francesco e Tiziano Vindemmio)...Durante le nostre accurate ricerche presso l'Archivio Comunale di Revello, abbiamo reperito fortuitamente un documento d'inestimabile valore storico per la Comunità di Martiniana: il manifesto che sancì la definitiva autonomia dalla Comunità revellese. Il medesimo riproduce a stampa l'atto ufficiale di separazione, emanato a Torino dal duca Carlo Emanuele I, il 3 agosto 1615. La carta permette così di fissare definitivamente ed in maniera precisa il momento di costituzione della nuova compagine comunale. Dal manifesto si apprendono, inoltre, le motivazioni che avevano spinto il Sovrano a concedere l'agognata autonomia. Vi si legge, infatti, che, avuta notizia di una lite in corso per la separazione delle due Comunità il duca aveva assunto la sua decisione per "levar esse parti fuori di processo acciò non si consumino di spese, e che per l'avvenire non naschino maggiori scandali, e discordie tra esse parti per causa dell'unione suddetta...". Il decreto di concessione dell'autonomia sanciva inoltre, "perché detti de Martignana si possino meglio governare, gli concediamo, e permettiamo di poter ergere un Consiglio ordinario, che a loro parrà necessario, uno de quali Consiglieri si possi annualmente eleggere per Sindico". Il Consiglio Comunale, come cita esplicitamente il documento ducale, sarebbe stato poi, annualmente rinnovato con una votazione del Consiglio Generale dei capi di casa, "legittimamente congregato". I Consiglieri "secessionisti" di Martiniana lamentavano di essere stati oggetto "di molti mali trattamenti versatigli da quelli di Revello", ma, soprattutto, denunciavano l'iniquità nella distribuzione dei carichi fiscali e l'impossibilità di effettuare, senza ulteriori spese, i necessari controlli sui libri contabili che, naturalmente, erano conservati gelosamente nell'archivio del Comune di Revello ed esibiti solo dietro il pagamento delle "spese di segreteria". Probabilmente, anche se non menzionata esplicitamente, la causa della separazione doveva avere lontane origini nei dissapori all'interno del Consiglio di Credenza, dove la maggioranza era saldamente in mano ai consiglieri di Revello: dodici contro sei di Martiniana. Il che doveva suscitare, spesso, l'amarezza dei rappresentanti martinianesi, costretti a soccombere quasi sempre nelle decisioni importanti, come era già accaduto nel dicembre 1478, quando si era rischiata una analoga spaccatura, ricomposta solo dall'intervento diretto dell'allora marchese di Saluzzo. Per anni il Comune di Revello tentò ancora di opporsi alla "secessione" di Martiniana, adendo le normali vie legali (ed adducendo prove documentali in merito all'antica unione del 1369), ma inutile risultò ogni sforzo in tal senso...

Il Centro storico e la Parrocchiale di Sant'Andrea. Prima di entrare in Martiniana Po, giungendo da Revello, a sinistra si incontra la settecentesca Cappella della Madonna del Pilone, già Confraternita dei Disciplinati. A pianta circolare, sorge sul luogo di un antico pilone sacro, di cui è rimasto un rustico crocefisso in pietra. L'edificio che subito si nota entrando, è il palazzo eretto nel XVIII secolo dai Filippa, nobile famiglia alla quale era stata infeudata Martiniana nel 1645: un imponente costruzione barocca. Proseguendo per Via Roma, si incontra il Municipio, preceduto dal Monumento ai Caduti. Sotto la tettoia del mercato, si trova l'antica "pietra della ragione", che serviva nei tempi passati per la lettura di bandi e sentenze. Via Roma sbocca in piazza Gauthier, ove si affacciano la Confraternita, edificata nel 1724, il palazzo Maero, sormontato da due statue contenute in due caratteristiche gabbie e la casa natale del Borgna, su cui è affissa una lapide in sua memoria.

Il sacello del Borgna. A lato del cimitero, sorge invece la Cappella della Madonna delle Grazie, eretta nel 1632 a seguito della celebre peste come voto della comunità è dedicata anche ai Santi Rocco e Chiaffredo. Nel cimitero, è degno di particolare attenzione il sacello del Borgna, eretto nel 1899, che contiene una tela di Rosina Borgna raffigurante il fratello "Netu". Sui fianchi si profila una teoria di sette Santi per lato, di notevole fattura, realizzata dal celebre pittore martinianese, del quale è anche la bella Madonna della Misericordia, affrescata nella lunetta. A sinistra della porta del sacello, è collocato un pregevole crocefisso in pietra, datato 1580.

Curiosando tra i dintorni. Interessante è il gruppo di cascinali di San Costanzo, lungo la strada vecchia per Gambasca: conserva parti di murature antiche, che lasciano presumere l'esistenza di un vecchio edificio conventuale, detto "meira di Gambasca", appartenente all'Abbazia di Staffarda, che approvvigionava le castagne ai monaci. Del castello medioevale, eretto nel XIII secolo da Tommaso I Marchese di Saluzzo, ripetutamente danneggiato e ricostruito, e poi nuovamente distrutto nel 1600, durante la guerra tra i duchi di Savoia e il re di Francia, resta solamente il nome di "Castel Group", dato a un poggio situato a sud-est del paese. Lo si raggiunge, piegando a destra della borgata Vonera, posta a valle del capoluogo, ove si trova la Cappella di Sant'Apollonia, con porticato e un rustico affresco della Madonna.
 
     
 

immagine barra orizzontale

Sito creato dalla WEBURL Soc. Coop. - Servizi internet www.dominioweb.org