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La festa patronale

La festa patronale che si svolge l'ultima domenica di agosto in onore della Madonna delle Grazie, vuole ricordare il flagello della paste che, nel 1630 si abbatté su Martiniana; gli abitanti furono decimati e solo poche famiglie riuscirono a scampare al contagio. La festa di per sé non presenta particolari differenze dalle ricorrenze in onore del patrono delle zone circostanti, se non nella giornata del sabato che la precede e vede la sua massima espressione nell'abbruciamento del falò votivo davanti alla cappella della Madonna delle Grazie, di fianco al cimitero.
Il falò viene montato davanti alla cappella impiegando diverse centinaia di fascine che i massari raccolgono nei giorni precedenti, girando tra le case con un trattore; alcune vengono donate e altre vengono comprate. Un tempo il falò era sostenuto da un lungo tronco di castagno, ora si utilizza un palo di ferro con spuntoni per maggiore praticità. Attorno al palo viene eseguita un'impalcatura di legno e su questa vengono poste le fascine legate poi verso la sommità con del filo di ferro; alla fine risulta una catasta di fascine a forma di cono alta sugli otto metri, sulla cui punta viene sistemato un mazzo di fiori decorativo.

Il copione della festa prevede che i massari provvedano a far stampare il sonetto in favore di un Dedicato che può essere una singola persona, una coppia o addirittura un gruppo di persone. Il sabato pomeriggio il ritrovo è sulla piazza principale, la banda che ogni anno viene ingaggiata da un paese vicino, richiama la gente che man mano giunge sulla piazza dove si forma il corteo, in testa i massari con un sonetto che a differenza degli altri, che vengono distribuiti a tutta la popolazione, è inserito in una elegante cornice di legno; poi vengono la banda musicale, le autorità del comune e tutta la popolazione. Il corteo parte alla volta della casa del Dedicato e a volte per raggiungere il sito prestabilito si devono percorrere alcuni chilometri. Giunti all'abitazione del prescelto, i massari (qui detti anche rettori) gli consegnano il sonetto tra gli applausi generali, tutti gli intervenuti si complimentano con il Dedicato mentre la banda sottolinea musicalmente l'intensità del cerimoniale.

Nel frattempo è stato preparato un abbondante rinfresco che viene offerto a tutti gli intervenuti e la festa si protrae fino a sera rallegrata dai suonatori e spesso da improvvisati gruppi corali che intonano canzoni popolari... Il giorno seguente (domenica), alla sera, il corteo, con alla testa i massari, il sacrestano, il Sindaco, muovendo da Piazza Gautieri, sede della locale Confraternita, si porta sul sagrato della cappella dedicata alla Madonna delle Grazie ed ai Santi Rocco e Chiaffredo. Con una torcia, quindi, le Autorità incendiano la paglia posta alla base della catasta di fascine e, mentre le lingue di fiamme avviluppano l'intero cono, banda musicale prende a suonare...

La Cappella della Madonna delle Grazie, venne costruita nel 1632 per mantener fede ad un voto espresso durante il tragico periodo della peste; sulla facciata un'epigrafe in latino cita: "... la cappella e l'icona ex voto furono fatte con il denaro della comunità e l'aggiunta delle elemosine delle pie persone". La cappella venne restaurata nel 1865 e nel 1938.






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Falò
I costumi