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Anno 1615, la Comunità di Martiniana si separa da quella di Revello.



Tratto da "Martiniana Po Scintille di Storia" di Giorgio di Francesco e Tiziano Vindemmio...

Durante le nostre accurate ricerche presso l'Archivio Comunale di Revello, abbiamo reperito fortuitamente un documento d'inestimabile valore storico per la Comunità di Martiniana: il manifesto che sancì la definitiva autonomia dalla Comunità revellese. Il medesimo riproduce a stampa l'atto ufficiale di separazione, emanato a Torino dal duca Carlo Emanuele I, il 3 agosto 1615. La carta permette così di fissare definitivamente ed in maniera precisa il momento di costituzione della nuova compagine comunale. Dal manifesto si apprendono, inoltre, le motivazioni che avevano spinto il Sovrano a concedere l'agognata autonomia. Vi si legge, infatti, che, avuta notizia di una lite in corso per la separazione delle due Comunità il duca aveva assunto la sua decisione per "levar esse parti fuori di processo acciò non si consumino di spese, e che per l'avvenire non naschino maggiori scandali, e discordie tra esse parti per causa dell'unione suddetta...". Il decreto di concessione dell'autonomia sanciva inoltre, "perché detti de Martignana si possino meglio governare, gli concediamo, e permettiamo di poter ergere un Consiglio ordinario, che a loro parrà necessario, uno de quali Consiglieri si possi annualmente eleggere per Sindico". Il Consiglio Comunale, come cita esplicitamente il documento ducale, sarebbe stato poi, annualmente rinnovato con una votazione del Consiglio Generale dei capi di casa, "legittimamente congregato". I Consiglieri "secessionisti" di Martiniana lamentavano di essere stati oggetto "di molti mali trattamenti versatigli da quelli di Revello", ma, soprattutto, denunciavano l'iniquità nella distribuzione dei carichi fiscali e l'impossibilità di effettuare, senza ulteriori spese, i necessari controlli sui libri contabili che, naturalmente, erano conservati gelosamente nell'archivio del Comune di Revello ed esibiti solo dietro il pagamento delle "spese di segreteria". Probabilmente, anche se non menzionata esplicitamente, la causa della separazione doveva avere lontane origini nei dissapori all'interno del Consiglio di Credenza, dove la maggioranza era saldamente in mano ai consiglieri di Revello: dodici contro sei di Martiniana. Il che doveva suscitare, spesso, l'amarezza dei rappresentanti martinianesi, costretti a soccombere quasi sempre nelle decisioni importanti, come era già accaduto nel dicembre 1478, quando si era rischiata una analoga spaccatura, ricomposta solo dall'intervento diretto dell'allora marchese di Saluzzo. Per anni il Comune di Revello tentò ancora di opporsi alla "secessione" di Martiniana, adendo le normali vie legali (ed adducendo prove documentali in merito all'antica unione del 1369), ma inutile risultò ogni sforzo in tal senso...